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“ABC della Pallanuoto”, ultima puntata: il tiro

Si conclude oggi il nostro viaggio nel meraviglioso mondo di regole e fondamentali di questo sport che rappresenta la nostra grande passione! Con la rubrica “ABC della Pallanuoto“, infatti, abbiamo fatto la conoscenza di tutte quelle situazioni che regolano lo svolgimento di una partita: dai falli al passaggio, dalla nuotata al ruolo dell’arbitro. L’ultimo appuntamento è dedicato al tiro: scopriremo, infatti, che ci sono diverse modalità per “scoccare” un tiro, tutte con il medesimo obiettivo, ovvero quello di gonfiare la rete del portiere avversario!

 

IL TIRO

 

Il tiro è un fondamentale della pallanuoto il cui fine è quello di scagliare la palla nella porta avversaria. Il movimento si divide in due fasi, trazione e tiro: la prima è la fase di preparazione alla seconda. Durante essa il pallanuotista, con la mano libera, esercita una pressione continua sull’acqua, che accompagnata da un movimento rotatorio delle gambe, chiamate gambe a bicicletta, permette l’elevazione del busto. Contemporaneamente con l’altra mano solleva la palla e con una rotazione del busto carica il tiro portando la palla dietro la nuca.

 

La seconda fase, il tiro, consiste nello scaricare la potenza accumulata con la trazione, scagliando con un movimento rapido del braccio la palla verso la porta avversaria. Per un tiro ottimale, oltre alla qualità balistica del giocatore, sono importanti una buona coordinazione e una ottima elevazione, risultato della fase preparatoria.

 

In alternativa al tiro classico esistono molteplici varianti, frutto di un adattamento del tiro alle varie situazioni che si possono verificare durante una partita, come il trovarsi spalle alla porta o dover tirare durante la nuotata:

  • il tiro a schizzo è una variante del tiro classico che viene utilizzato quando si è a una distanza ravvicinata rispetto allo specchio della porta. Il tiro consiste nel sollevare leggermente la palla con una mano e impattarla con le dita dell’altra, con la quale si sta terminando la bracciata. Questo tiro consente di concludere con estrema velocità ma scarsa potenza, a causa della poca forza che si riesce ad imprimere al pallone
  • il tiro di polso è una variante del tiro classico che viene utilizzato quando si è a una distanza ravvicinata rispetto allo specchio della porta; consiste nel concludere a rete senza uscire con il busto dall’acqua, cioè non eseguendo la fase di trazione, e scagliare la palla verso la porta con la sola forza del polso
  • il tiro a colonnello è una variante del tiro classico che viene utilizzato quando si è a una distanza ravvicinata rispetto allo specchio della porta. Il tiro consiste nell’afferrare la palla con il braccio disteso sull’acqua, trascinarla indietro, prima affondandola e poi lasciandola riemergere. Posizionando la palla all’altezza del viso, con il braccio intraruotato fuori dall’acqua si fa forza su di esso per lanciare la palla verso la porta. Questo tiro consente di concludere durante la fase di nuotata
  • il tiro a sciarpa è una variante del tiro classico che viene utilizzato quando si è di spalle o in posizione laterale rispetto allo specchio della porta. Il tiro prende il nome dal movimento che si effettua durante questo tiro, che ricorda il gesto per indossare una sciarpa. Infatti il giocatore afferra la palla e con un movimento semicircolare verso la spalla opposta scaraventa la palla verso la porta
  • la rovesciata, nota anche come beduina, è una variante del tiro classico che viene utilizzato quando si è di spalle o in posizione laterale rispetto allo specchio della porta. Per eseguire questo tiro bisogna afferrare la palla bloccandola tra il palmo e il polso ed eseguire un movimento di novanta gradi verso destra (sinistra se mancini) durante il quale si lascia la palla
  • la palomba, detta anche palombella, colomba o colombella, è una variante del tiro classico il cui scopo è quello di scavalcare il portiere. Per eseguire questo tiro bisogna eseguire la fase di trazione e, invece di imprimere potenza alla palla, distendere il braccio per darle una traiettoria morbida che punti a scavalcare il portiere.

 

Davide Antonioli

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