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Niente da fare con Lavagna: a Mompiano passano i liguri

In una tristissima giornata per la pallanuoto bresciana, rimasta orfana di Piero Borelli, un avvio di gara con scarsa personalità segna la prestazione del Brescia Waterpolo nel sedicesimo turno di A2 maschile: a Mompiano, contro un solido Lavagna 90, la squadra di Aldo Sussarello cede per 10 a 7 (4-1, 2-0, 1-3, 3-3, i parziali) al termine di un match in cui i padroni di casa hanno espresso il proprio valore solo nella seconda parte della contesa. Davanti a un avversario ben organizzato e, non a caso, ai vertici della classifica, è troppo morbido l’atteggiamento mentale con cui Zugni e compagni scendono in acqua: in attacco, il Bs Wp fatica a far arrivare la palla sui due metri, reagendo in modo inadeguato alla difesa pesante dei liguri.

 

In fase di copertura, troppo margine viene lasciato alle iniziative degli ospiti; è così che, al cambio di panchine, il sette bresciano si ritrova sotto di cinque (6 a 1) e la situazione si fa davvero complicata. Al rientro in vasca, la sveglia tra le fila biancazzurre: con la giusta determinazione, il Bs Wp inizia a macinare gioco e, con alcune ficcanti azioni, ritrova progressivamente la fiducia necessaria a tornare in partita. Molto buoni gli uomini in più effettuati nel terzo tempo, che fruttano tre segnature, con due conclusioni sventate per un soffio dalla difesa del Lavagna. Nell’ultima frazione, il sette bresciano tiene duro dimostrando di poter ampiamente reggere il confronto con una delle prime della classe, ma i tentativi di rimonta vengono ostacolati anche per il notevole dispendio di energie.

 

«Come a Camogli – dichiara coach Sussarello -, siamo partiti male, con poca grinta e commettendo errori banali, evitabilissimi, che ci sono costati cari. Ci siamo sbloccati quando, finalmente, abbiamo capito che non potevamo andare avanti a subire così passivamente gli avversari. Una volta che abbiamo cominciato a giocare come sappiamo, la sfida si è nettamente riequilibrata. Il Lavagna ci è stato superiore nell’approccio alla gara: più di una volta siamo arrivati al meno due, con tempo a disposizione per poter raggiungerli, e non se la sono vista bella. Però, avendo speso tanto, c’è mancata la lucidità per dare il colpo di coda».

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